Chiesa Convento San Francesco

La chiesa di San Francesco è storicamente tra le più importanti della città di Gravina soprattutto perché la sua origine si perde nella tradizione popolare. La leggenda narra che lo stesso San Francesco, fondatore dell’Ordine dei Francescani, di passaggio da Gravina, vi avrebbe lasciato alcuni suoi frati perché vi fondassero un convento. A questa tradizione fa riferimento anche il Cardinale Vincenzo Maria Orsini, poi Papa Benedetto XIII, nella relazione che lasciò della sua visita apostolica al convento e alla chiesa. Altra testimonianza della presenza del convento francescano di Gravina è possibile reperirla in una bolla di papa Bonifacio VIII del 9 novembre 1300. Ed è proprio in questo periodo che si fa risalire la costruzione della primitiva chiesa francescana. La chiesa fu rifatta più grande dopo il terremoto del 1456 e fu intitolata a San Francesco, mentre altri rifacimenti si ebbero nel ‘600 e ‘700. Nella seconda decade del 1700, il convento venne completamente ricostruito con due magnifici chiostri, a questo seguì la realizzazione del campanile nel 1766. La consacrazione della Chiesa avvenne nel 1793.

Esternamente, le linee semplici che la caratterizzano, rimandano alla sobrietà tipicamente francescana. La facciata ricorda lo stile romanico pugliese, ma l’epoca della sua costruzione è di ordine rinascimentale. Presenta una parte centrale, incorniciata da un portale a rosetta di delicata fattura, e due porte laterali che sono staccate dal corpo centrale da lesene appena abbozzate e indicano l’accesso alle navate laterali. Al di sopra della porta centrale culminante in un arco abbozzato, si apre un rosone con raggi a colonnette bombate che si congiungono al centro in un gioco di linee e curve. Il cornicione che chiude la parte inferiore, è sormontato da un timpano alleggerito da un occhio circolare al centro in un movimento armonioso con il rosone sottostante.

La chiesa è suddivisa in tre navate e la maestosità rinascimentale conferisce ampiezza allo spazio, grazie anche alle finestre oblunghe aperte sulle pareti laterali. La navata centrale, lunga fino all’abside 27,5 metri, è separata da quelle laterali per mezzo di arcate ampie a tutto sesto sorrette da colonne in pietra con capitelli di ordine Ionico-Corinzio. Le navate laterali presentano due affreschi riscoperti durante i restauri avvenuti nel 1963 e sono prive di altari se si esclude quello dedicato a Sant’Antonio da Padova costruito in marmo con motivi madreperlacei. Sulla navata di sinistra è posto un trittico con archi e rosette che mostrano il Crocifisso con ai lati San Francesco e Sant’Antonio. Poco distante, vi è un pregevole dipinto su tavola, riproducente la visita dei Re Magi alla grotta di Betlemme attribuito a Sebastiano. Sulla navata di destra è raffigurata la vergine con il Bambino, due angeli che la incoronano e altri due che indicano il modello di una chiesa (che sembra sia proprio la chiesa di S. Francesco). Altri elementi di valore sono il Crocifisso ligneo dietro l’altare maggiore e una Madonna lignea policroma del tardo seicento sulla navata di sinistra. L’altare è rivestito con due paliotti di marmi policromi, presenti su due lati, e con lastre di marmo di Carrara sui restanti tre. L’abside è di forma ottagonale su pianta quadrata e ha una doppia cornice scolpita, che gira attorno con triglifi e rose, ed è sormontato da un lanternino leggero. Sul fondo un meraviglioso organo settecentesco, opera di Francesco Carelli di Valle Nova, contenuto all’interno di una ricca struttura lignea intagliata e decorata.

Questo luogo è incluso nel percorso:

Non ci sono eventi disponibili.

Descrizione

La chiesa di San Francesco è storicamente tra le più importanti della città di Gravina soprattutto perché la sua origine si perde nella tradizione popolare. La leggenda narra che lo stesso San Francesco, fondatore dell’Ordine dei Francescani, di passaggio da Gravina, vi avrebbe lasciato alcuni suoi frati perché vi fondassero un convento. A questa tradizione fa riferimento anche il Cardinale Vincenzo Maria Orsini, poi Papa Benedetto XIII, nella relazione che lasciò della sua visita apostolica al convento e alla chiesa. Altra testimonianza della presenza del convento francescano di Gravina è possibile reperirla in una bolla di papa Bonifacio VIII del 9 novembre 1300. Ed è proprio in questo periodo che si fa risalire la costruzione della primitiva chiesa francescana. La chiesa fu rifatta più grande dopo il terremoto del 1456 e fu intitolata a San Francesco, mentre altri rifacimenti si ebbero nel ‘600 e ‘700. Nella seconda decade del 1700, il convento venne completamente ricostruito con due magnifici chiostri, a questo seguì la realizzazione del campanile nel 1766. La consacrazione della Chiesa avvenne nel 1793.

Esternamente, le linee semplici che la caratterizzano, rimandano alla sobrietà tipicamente francescana. La facciata ricorda lo stile romanico pugliese, ma l’epoca della sua costruzione è di ordine rinascimentale. Presenta una parte centrale, incorniciata da un portale a rosetta di delicata fattura, e due porte laterali che sono staccate dal corpo centrale da lesene appena abbozzate e indicano l’accesso alle navate laterali. Al di sopra della porta centrale culminante in un arco abbozzato, si apre un rosone con raggi a colonnette bombate che si congiungono al centro in un gioco di linee e curve. Il cornicione che chiude la parte inferiore, è sormontato da un timpano alleggerito da un occhio circolare al centro in un movimento armonioso con il rosone sottostante.

La chiesa è suddivisa in tre navate e la maestosità rinascimentale conferisce ampiezza allo spazio, grazie anche alle finestre oblunghe aperte sulle pareti laterali. La navata centrale, lunga fino all’abside 27,5 metri, è separata da quelle laterali per mezzo di arcate ampie a tutto sesto sorrette da colonne in pietra con capitelli di ordine Ionico-Corinzio. Le navate laterali presentano due affreschi riscoperti durante i restauri avvenuti nel 1963 e sono prive di altari se si esclude quello dedicato a Sant’Antonio da Padova costruito in marmo con motivi madreperlacei. Sulla navata di sinistra è posto un trittico con archi e rosette che mostrano il Crocifisso con ai lati San Francesco e Sant’Antonio. Poco distante, vi è un pregevole dipinto su tavola, riproducente la visita dei Re Magi alla grotta di Betlemme attribuito a Sebastiano. Sulla navata di destra è raffigurata la vergine con il Bambino, due angeli che la incoronano e altri due che indicano il modello di una chiesa (che sembra sia proprio la chiesa di S. Francesco). Altri elementi di valore sono il Crocifisso ligneo dietro l’altare maggiore e una Madonna lignea policroma del tardo seicento sulla navata di sinistra. L’altare è rivestito con due paliotti di marmi policromi, presenti su due lati, e con lastre di marmo di Carrara sui restanti tre. L’abside è di forma ottagonale su pianta quadrata e ha una doppia cornice scolpita, che gira attorno con triglifi e rose, ed è sormontato da un lanternino leggero. Sul fondo un meraviglioso organo settecentesco, opera di Francesco Carelli di Valle Nova, contenuto all’interno di una ricca struttura lignea intagliata e decorata.

Percorsi

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