
Gravina in Puglia
Il toponimo “Gravina” proviene dalle gravine, spaccature della crosta terrestre simili a canyon e scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcarea.
Grazie alla posizione strategica dei vari abitati, Gravina può vantare una storia antichissima, infatti il suo territorio risulta essere stato abitato già dal Paleolitico antico data l’alta presenza di acque nel torrente della Gravina, mentre i resti più consistenti risalgono al Neolitico, sin dal 5950 a.C.
Gli insediamenti più antichi sono stati individuati nelle contrade di Botromagno (nome della collina dove si è sviluppato l’antico abitato). Vi fu poi la colonizzazione peuceta, seguita da quella greca e dalla conquista romana come confermato anche dagli evidenti scavi archeologici, le necropoli e i relativi corredi funerari.
Federico II di Svevia raggiunse Gravina nel 1223 e la elesse Gravina sede della curia generale per la Puglia, la Basilicata e la Capitanata. Inoltre fece costruire il castello, completato nel 1227, che serviva principalmente per le battute di caccia che l’imperatore era solito svolgere.
Dal 1267 al 1380 fu feudo degli Angioini. Nel 1294, Carlo d’Angiò ripristinò la fiera di San Giorgio di Gravina in Puglia, la più antica d’Italia. In questo stesso periodo, Gravina divenne città demaniale e feudale. Nel XIII secolo giunsero i monaci degli ordini cavallereschi: Templari e Cavalieri Gerosolomitani, che furono possessori di case e territori di grande estensione.
Nel XIV secolo divennero feudatari gli Orsini di Roma. Francesco Orsini, prefetto di Roma, elevò il feudo di Gravina in Puglia a ducato. Gravina vide i natali, nel 1649, di Pietro Francesco Orsini che fu eletto papa il 29 maggio 1724 col nome di Benedetto XIII. Gli Orsini furono signori dal 1380 al 1816. In questo lungo arco di tempo la città subì le prepotenze feudali, dell’alto clero e dell’oligarchia locale.
La situazione si aggravò durante il periodo borbonico tanto che Gravina contò molti rivoluzionari e patrioti dal 1789 sino all’Unità d’Italia. Fu protagonista delle vicende storiche di inizio ‘900 che riguardarono la prima guerra mondiale Nella villa comunale, oggi si può ammirare un monumento ai caduti del ’15-’18. Anche nel secondo conflitto La città fu coivolta, rimanendo in parte danneggiata dai bombardamenti degli aerei tedeschi.
Cenni storiografici indicano Gravina come città del grano e del vino (“Grana Dat et Vina”: “offre grano e vino”) come scritto nello stemma araldico cittadino, il cui motto è attribuito a Federico II di Svevia. Nei manoscritti presenti presso la fondazione Ettore Pomarici Santomasi, lo scrittore Domenico Nardone citava l’agro di Gravina come uno dei terreni più fertili della provincia che offre ogni genere di prodotti; dello stesso parere era l’imperatore Federico II di Svevia, che descrisse Gravina come “giardino di delizie”.
