Castello Svevo

Costruito dall’imperatore Federico II di Svevia nel 1224 su progetto dell’architetto fiorentino Fuccio, questo castello è una prova dell’ammirazione che l’imperatore aveva nei confronti della Puglia e in particolare della città di Gravina, da egli definita “giardino di delizie”. Come testimonia una frase del noto pittore e architetto manierista Giorgio Vasari, il nostro castello era “parco cinto di mura per l’uccellagioni”, un luogo, quindi, in cui l’imperatore si recava per dedicarsi al riposo e alla caccia. Il castello, di struttura rettangolare dalle dimensioni di 58 metri per 30, fu edificato ex-novo dalle fondamenta, secondo un modello di costruzioni arabe, su un colle a 450 metri sul livello del mare e protetto da una cinta muraria di cui non resta oggi alcuna traccia.

È stato costruito totalmente in mazzaro, conteneva 4 torri e si ergeva per due piani più un ammezzato accessibile dalla scala principale. Dalle rovine si intuisce che il piano superiore era destinato alla corte e quello inferiore adibito a scuderie, cucine, magazzini, tinelli e altri ambienti. Notevoli sono i sotterranei che conservano il solido impianto su cui poggia il corpo maestoso del maniero. L’accesso era garantito da un portone munito di un portale di pietra scolpita che, una volta varcato, permetteva l’entrata nel cortile coperto per metà e circondato da un porticato all’interno del quale si aprivano le porte di accesso a tutte le stanze a pian terreno sopra citate. Nel fondo di questo cortile era collocata una scalinata regia che portava prima all’ammezzato, in cui si trovavano la residenza della servitù e la falconeria, poi al piano superiore, sede dell’imperatore e della curia, illuminato da finestroni rettangolari ad archi a tutto sesto.

Da alcuni documenti firmati dallo stesso imperatore emerge come egli abbia soggiornato nel castello varie volte, l’ultima nel 1241. Il castello successivamente passò di proprietà al duca Orsini del quale divenne la dimora sino alla costruzione del nuovo palazzo Orsini all’interno della città, ancora oggi sfolgorante in via Cassese. Nel 1806 il castello fu acquistato dai Baroni Pomarici-Santomasi e infine divenne di proprietà del comune di Gravina in Puglia nel 1917 in seguito alla generosissima donazione di Ettore Pomarici-Santomasi.

Non ci sono percorsi e/o eventi inerenti a questo luogo.

Non ci sono eventi disponibili.

Descrizione

Costruito dall’imperatore Federico II di Svevia nel 1224 su progetto dell’architetto fiorentino Fuccio, questo castello è una prova dell’ammirazione che l’imperatore aveva nei confronti della Puglia e in particolare della città di Gravina, da egli definita “giardino di delizie”. Come testimonia una frase del noto pittore e architetto manierista Giorgio Vasari, il nostro castello era “parco cinto di mura per l’uccellagioni”, un luogo, quindi, in cui l’imperatore si recava per dedicarsi al riposo e alla caccia. Il castello, di struttura rettangolare dalle dimensioni di 58 metri per 30, fu edificato ex-novo dalle fondamenta, secondo un modello di costruzioni arabe, su un colle a 450 metri sul livello del mare e protetto da una cinta muraria di cui non resta oggi alcuna traccia.

È stato costruito totalmente in mazzaro, conteneva 4 torri e si ergeva per due piani più un ammezzato accessibile dalla scala principale. Dalle rovine si intuisce che il piano superiore era destinato alla corte e quello inferiore adibito a scuderie, cucine, magazzini, tinelli e altri ambienti. Notevoli sono i sotterranei che conservano il solido impianto su cui poggia il corpo maestoso del maniero. L’accesso era garantito da un portone munito di un portale di pietra scolpita che, una volta varcato, permetteva l’entrata nel cortile coperto per metà e circondato da un porticato all’interno del quale si aprivano le porte di accesso a tutte le stanze a pian terreno sopra citate. Nel fondo di questo cortile era collocata una scalinata regia che portava prima all’ammezzato, in cui si trovavano la residenza della servitù e la falconeria, poi al piano superiore, sede dell’imperatore e della curia, illuminato da finestroni rettangolari ad archi a tutto sesto.

Da alcuni documenti firmati dallo stesso imperatore emerge come egli abbia soggiornato nel castello varie volte, l’ultima nel 1241. Il castello successivamente passò di proprietà al duca Orsini del quale divenne la dimora sino alla costruzione del nuovo palazzo Orsini all’interno della città, ancora oggi sfolgorante in via Cassese. Nel 1806 il castello fu acquistato dai Baroni Pomarici-Santomasi e infine divenne di proprietà del comune di Gravina in Puglia nel 1917 in seguito alla generosissima donazione di Ettore Pomarici-Santomasi.

Percorsi

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Eventi

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